L’ARTE DI PIERO COSTA Tra realtà e irrealtà

La scelta di esternare il proprio impulso creativo in forme artistiche è di per sé un atto di libertà, scaturito dalla voglia di superare il reale per generare “cose” nuove. Tale bisogno ha portato l’artista Piero Costa ad iniziare il suo avvicinamento alla pittura. Fin da ragazzo, infatti, incomincia a produrre opere realistiche legate alla cultura accademica, maturando si rende conto che la mera rappresentazione dal vero non lo appagava più, pertanto decide di avviare una nuova ricerca artistica che porta avanti tuttora. La sua attenzione è rivolta per lo più allo studio del ciclo della vita fatto di gioie, dolori e di momenti di evasione “metafisica” come il sogno. Inoltre in alcune opere sintetizza magistralmente l’evoluzione umana, inserendo come in un collage, elementi evocativi di determinati periodi. L’artista, per creare le sue opere, usa elementi prelevati dal mondo reale, come pezzi di ferro a cui dà nuova vita o scale che diventano metafora di collegamento tra il nostro mondo e l’infinità di mondi possibili. Con esse l’autore vuole invitarci ad iniziare un percorso di liberazione dai molteplici vincoli mentali che caratterizzano l’uomo contemporaneo che ci porti a vivere più serenamente. Del resto, se ci pensiamo, la vera libertà risiede solo nei sogni. Cenni biografici Piero Costa, nato il 28 febbraio 1954, vive ed opera ad Alessandria della Rocca, ha partecipato a numerose mostre tra cui: 1983 – Alessandria Arte, Alessandria della Rocca 1989 – Biennale delle arti visive, Lamezia Terme 1990 – Biennale di Bordighera 1991 – Nuove forme, San Remo 1998 – I˚ premio Trevi ash Art Museum 1999 – Collettiva Sharjah Art Museum, Emirati Arabi 2005 – Personale, Comune di Calamonaci 2008 – Estemporanea Capo Rossello 2013 – Biennale di Palermo 2013 – Estemporanea, Valle dei templi, Agrigento 2017 – Omaggio a Hieronymus Bosch, A sud arte contemporanea, Porto Empedocle

Nota critica di Ezio Martorana

Redazione

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